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Con l’obiettivo di supportare le donne che vivono un momento di particolare difficoltà dovuto alla mutazione genetica BRCA1 e BRCA2 che comporta ereditarietà di patologie tumorali al seno e alle ovaie e che in alcuni casi hanno già una evidenza patologica, abbiamo strutturato un percorso che permetta di affrontare la propria condizione in modo più consapevole e condiviso.

Si tratta di un sostegno psicologico ovvero della possibilità di attivare risorse personali che risultano determinanti nella gestione della malattia.

Anche per donne che non vivono una condizione patologica, il nostro obiettivo è quello di aumentare la solidità e la perseveranza necessaria al monitoraggio costante che riduce l’insorgere della malattia: spesso la paura porta ad un isolamento che anestetizza la volontà di seguire il percorso di screening indispensabile per la prevenzione.

La proposta si articola in 4 momenti precisi e differenti:

  1. un percorso formativo sui temi personali, relazionali ed organizzativi connessi al ruolo nei reparti
  2. un’occasione di counselling personale per alcuni operatori che riterranno di voler integrare la parte comune e condivisa con momenti individuali
  3. un laboratorio relazionale sulla gestione delle emozioni
  4. l’attivazione di gruppi di auto mutuo aiuto

1. il percorso formativo è articolato in 10 incontri settimanali di tre ore ciascuno.

Prevediamo momenti di ricognizione individuale e collettiva sulle proprie idee ed esperienze, momenti teorici, situazioni esercitative e lavori di gruppo: quindi l’utilizzo di ogni strumento utile al perseguimento dei nostri obiettivi didattici.

Specifichiamo di seguito gli obiettivi:

  • offrire alle partecipanti un percorso di consapevolezza sui propri aspetti personali e legati alla propria condizione
  • consentire l’esplicitazione delle proprie idee e delle proprie emozioni permettendo un’elaborazione utile al raggiungimento di una condizione personale di equilibrio
  • fornire una struttura di intervento per la gestione dei propri familiari e delle persone vicine, spesso intimorite dalla mutazione o dalle patologie
  • permettere occasioni di rilassamento, meditazione e training autogeno per aumentare le condizioni di benessere ed equilibrio
  • avviare riflessioni personali e collettive sul rapporto con la vita, la patologia e la morte

Intendiamo specificare e meglio definire obiettivi e contenuti in un momento successivo di progettazione di dettaglio.

In tale occasione sarà possibile essere più analitici e concordare con le partecipanti gli obiettivi ed i risultati attesi.

La scaletta degli 8 incontri potrebbe essere così organizzata:

  • la consapevolezza: di sé, delle proprie caratteristiche, del proprio comportamento, degli altri e degli effetti che produciamo (2 incontri)
  • la comunicazione: caratteristiche e processi del nostro agire comunicativo, anche attraverso l’analisi degli aspetti personali legati al rapporto con gli altri
  • la relazione interpersonale: obiettivi e caratteristiche della relazione anche attraverso l’utilizzo di strumenti quali il feed-back e l’ascolto attivo
  • la gestione del cambiamento: ovvero accogliere ciò che accade in modo da assumere atteggiamenti utili alla gestione di sé e delle persone vicine
  • la gestione delle emozioni: il riconoscimento, l’identificazione, l’elaborazione e l’utilizzo delle proprie ed altrui emozioni
  • vita e morte tra natura e cultura: la costruzione di personali sistemi di significato sulla morte e sulla difficoltà odierna ad accogliere i temi relativi alla separazione
  • la gestione dei familiari: indicazioni e comportamenti utili nel rapporto con i propri parenti
  • il rilassamento: come occuparsi della gestione della propria ansia e ritrovare condizioni di equilibrio (2 incontri)

Nel caso sia prevista la presenza di un gruppo numeroso di partecipanti (18-20) è prevista la co-docenza, ovvero la presenza simultanea di due formatori: in tal modo possiamo permetterci di ospitare molte persone senza compromettere l’efficacia didattica.

Si tratta complessivamente, inclusi gli incontri preliminari, le interviste e la progettazione, di circa 30 ore di lavoro.

2. Counselling personale: questo tipo di relazione di aiuto riconosce al proprio interlocutore le potenzialità necessarie per risolvere i propri problemi dopo averne maturato la piena consapevolezza.

L’intervento non consiste, quindi, nel proporre soluzioni o interpretazioni ma, al contrario, nel facilitare nell’interlocutore il processo di diagnosi e decisione rispetto alle situazioni percepite come problematiche. Ciò avviene attraverso un’azione di comprensione, consapevolezza e facilitazione nell’espressione e nell’elaborazione dei punti nodali da parte del counselor.
È un percorso volto all’autonomia del soggetto che acquisisce una graduale padronanza e consapevolezza di sé e delle proprie risorse.
Si tratta di “abilitare” l’interlocutore a prendere decisioni rispetto a scelte di carattere personale, professionale e/o a problemi particolari che riguardano direttamente il proprio benessere.
Ipotizziamo 8 percorsi individuali da 4 incontri ciascuno di 1 ora e mezza per un totale di 48 ore.

3. Un laboratorio relazionale sulla gestione delle emozioni: si tratta di un percorso che permetta ai partecipanti, a partire dalle proprie esperienze individuali, di riconoscere ed esprimere il proprio mondo interiore emozionale.

L’obiettivo è quello di apprendere la gestione e l’utilizzo delle emozioni nella propria quotidianità, permettendo un maggiore contatto con una parte sostanziale troppo spesso ignorata o compressa.
L’esperienza è impegnativa ma anche fortemente efficace e prevede un basso numero di partecipanti per consentire una conduzione precisa e puntuale (al massimo 8/10 persone).

Il corso dura 16 ore su due giorni ed è prevista la residenzialità ovvero la continuità del lavoro che auspichiamo debba svolgersi lontano da Parma per poter mantenere la concentrazione necessaria evitando qualsiasi influenza lavorativa o familiare.

Intendiamo proporre 2 corsi da 16 ore gestiti da 2 docenti (data la complessità della conduzione del laboratorio) in compresenza per un totale di 64 ore complessive.

4. L’attivazione di un gruppo di auto mutuo aiuto: i gruppi sono costituiti da persone che condividono una situazione di difficoltà e, attraverso la facilitazione di uno o più trainer, trovano insieme risposte e risorse personali per affrontare e superare le proprie condizioni di criticità.

I gruppi sono riservati ad un numero ristretto di persone (al massimo 10 – 12) che si incontrano regolarmente (1 volta alla settimana), facilitando il confronto e la condivisione ed in sostanza la possibilità di elaborare strategie personali per trovare motivazioni, energie, risorse e comportamenti utili alla gestione dei propri problemi.

Gli incontri avranno una durata di 2 ore e i gruppi si attiveranno con un minimo di 6 persone.

Gli obiettivi degli interventi sono:

  • Aiutare i partecipanti ad esprimere i propri sentimenti;
  • Sviluppare la capacità di riflettere sulle proprie modalità di comportamento;
  • Aumentare le capacità individuali nell’affrontare i problemi;

Aumentare la stima di sé, delle proprie abilità e risorse, lavorando su una maggiore consapevolezza personale.

Proponiamo di attivare un gruppo di auto mutuo aiuto con 6 incontri della durata di 2 ore ciascuno.
Si tratta quindi di 12 ore complessive.

In totale l’intervento prevede complessivamente 124 ore di lavoro.